Storia di un milanese che atterra a Pescara

Pescara-centro-storico

Fiume Pescara

Sono Francesca e oggi vi parlo di Pescara, la mia città natale e quella dove ho sempre vissuto, per questo la conosco molto bene. In questo articolo non voglio raccontarvi la mia storia con questa città, ci vorrebbero milioni di pagine. Al contrario, voglio presentarvi un punto di vista nuovo, quasi raro.

Danilo, atterrato da una grande città come Milano, ci parla di quello che lui chiama, orario pescarese. Si perché a Milano la vita è frenetica e i suoi abitanti lo sanno e forse è per questo che saprebbero apprezzare ancor più di noi la tranquillità di una cittadina di mare.

COSA PUOI SCOPRIRE A PESCARA

Pescara sembra avere origini risalenti al I secolo a.C. ma diventa come la conosciamo durante il secolo scorso. Ha attraversato la Seconda Guerra Mondiale e ha subito il boom economico del dopo guerra. Oggi è una città moderna e giovanile, con il suo Campus che la rende città universitaria, i ragazzi amano trascorrere anche la cosiddetta “movida” tra i locali del centro e del centro storico di Pescara.

Proprio nel centro storico di Pescara, Via delle Caserme ospita il Museo delle Genti d’Abruzzo che contiene testimonianze della vita abruzzese dalla preistoria ai tempi moderni e in Corso G. Manthone, possiamo visitare la casa natale del celebre poeta-vate Gabriele D’Annunzio.

Pescara ha la fama di essere una città nella quale si incontrano mare e montagna in pochissimi km. Forse anche per questo l’opera architettonica più fotografata è il Ponte del mare dal quale è possibile dare le spalle alle acque del Mare Adriatico e ammirare le cime innevate della Majella, magari al tramonto per avere una vista spettacolare sulla bella addormentata. Il ponte è così iconico che è stato scelto dal cantante Ultimo come sfondo per il video della sua hit estiva 2017 Ovunque tu sia.

Halanus Hotel & Resort si trova a 25 minuti in auto da Pescara oppure è raggiungibile anche con il treno dalla stazione di Alanno Scalo.

Ponte del mare al tramonto sul fiume Pescara

Solo chi è nato a Milano può capire l’importanza e l’urgenza insita nel termine “orario pescarese”.
Questa importanza nasce dal vivere 11 mesi l’anno, in una città dove l’oculista ti fissa un appuntamento alle 11:37, dove i treni della metropolitana, in orario di punta, passano ogni 300 secondi netti, e dove, se un amico arriva in birreria 2 minuti prima dell’orario, ti chiede scusa del ritardo. Ecco che diventa facile capire il perché, arrivati a Pescara e posati i bagagli all’ingresso, si corre in balcone a guardare il lungomare e, ad un tratto, accorgersi che il tempo perde di significato, rallenta e assume una connotazione più vicina all’umano. Questo si chiama “orario pescarese”: mi alzo quando voglio, esco se ho voglia, mangio quando ho fame, mangio una pizzetta per merenda, bevo il caffè al bar e leggo sotto l’ombrellone, sempre se ne ho voglia.
Si può apprezzare meglio il concetto di “orario pescarese”, in due momenti speciali della giornata. Il primo è al mattino presto, quando sul lungomare incontri pochi lavoratori, qualche mamma col passeggino e gente che corre. Gente che corre a Pescara? Ma che senso ha? Che bisogno c’è, ma dove corrono, perché? Ma se avete così tanta voglia di correre, perché non vi trasferite a Milano? Dovreste invece rallentare come faccio io, gustare ogni passo, ogni profumo, tutte le voci che arrivano. Perché arrivare a piazza Salotto in 5 minuti, quando ce ne posso mettere 20?
E poi, come rinunciare al piacere di fare colazione sul lungomare, senza fretta, sfogliando magari quel giornale che, durante l’anno, non ti fanno mai leggere. In alcuni momenti si sente anche il profumo del mare, altro che il traffico della tangenziale! L’altro momento magico, si concretizza qualche attimo prima del tramonto. Se ci si trova al porto, bisogna guardare verso i monti, all’interno, verso il paese dei miei antenati. Lo spettacolo dei monti al tramonto, con le luci della città che incominciano a farsi vedere, fa letteralmente fermare il tempo. Anche questo è “orario pescarese”. E allora ci si sente immersi in una speciale e piacevole nostalgia, una sottile sensazione di sospensione. I monti sono l’essenza stessa dell’Abruzzo, lo rappresentano più del mare, perché sono loro che hanno formato il carattere del territorio e delle persone che vi hanno vissuto e vi vivono. I monti danno la rappresentazione delle genti e, soprattutto, delle donne abruzzesi, le vere tenutarie delle tradizioni di un popolo. Sono li da sempre, milioni di anni, fatti di roccia stabile e sicura. Adagiati mollemente e apparentemente muti nei tuoi confronti. Anche le donne d’Abruzzo sono così, apparentemente lontane e dure come la roccia dei loro monti, ma quando meno te lo aspetti, ti avvolgono in un abbraccio morbido, del quale non potrai più fare a meno. Su questi monti, come nell’abbraccio delle donne d’Abruzzo, si trova sempre un riparo. Come Giulio Cesare, che vi trovò rifugio dopo la condanna a morte di Silla nell’82 a.C., come Pietro da Morrone, fuggito dal clima opprimente di Roma, fino alla brigata partigiana Majella. Quante storie e quanti amori sulle montagne d’Abruzzo, ricche di tesori storici, artistici e naturali, che si possono e si devono scoprire, ma che esigono un atteggiamento interiore di paziente e lenta ricerca. Quando poi, rientrati a Milano, arriverai 2 minuti prima in birreria dagli amici e ti sentirai dire che sei in ritardo, potrai facilmente mandarli a….

E anche questo è “orario pescarese”.

Danilo

Anche noi di Halanus Hotel & Resort vi invitiamo a fare una piacevole e lenta passeggiata a per le vie del centro di Pescara e a gustarvi un buon gelato in uno degli stabilimenti balneari della riviera e magari concludere con un bel bagno caldo nella nostra Spa privata

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Alla prossima!

Francesca
Staff Halanus Hotel & Resort

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